SONO STATI GLI ISRAELIANI AD ABBATTERE LE TWIN TOWER L’11 SETTEMBRE,LEGGERE PER CREDERE

torri

Di seguito leggerete solo una piccolissima dimostrazione di ragioni incontestabili che dimostrano il coinvolgimento degli israeliani nell’attentato delle Torri in usa.

Un elenco dettagliato lo si può trovare sul sito “history commons” oppure dal documentario “ZERO”  girato dal Parlamentare Europeo Giulietto Chiesa .

Il materiale che dimostra la responsabilità israeliana, raccolto da 15 anni a questa parte  è enorme e ancora disponibile in rete (non so per quanto tempo ancora) .

Larry Silverstein (J)   , immobiliarista, amico personale di Netanyahu, il 24 luglio 2001 rileva dal proprietario (la New York Port Authority) l’intero complesso del World Trade Center. E’ un contratto d’affitto per 99  anni, per il quale Silverstein s’impegna a pagare 3,2 miliardi di dollari; naturalmente a  rate. Paga la prima (essenzialmente con prestiti bancari) e intanto assicura il complesso di grattacieli con 23 compagnie di assicurazione,  per un totale di 3,55 milioni. Dopo l’attentato e il crollo delle Twin Towers, Silverstein  chiederà  agli assicuratori il doppio – 7,1 miliardi – pretendendo che i sinistri sono stati due, due essendo gli aerei che hanno colpito le Towers.  Ne nacque una battaglia legale, assai complessa, in cui 10 assicuratori  poterono dimostrare che il sinistro era stato uno; altri dieci dovettero anno sostenuto che la IM accettare la tesi dei due sinistri. Alla fin fine, Silverstein ha incassato 4,577 miliardi di dollari.  Secondo alcuni, non senza l’aiuto del giudice Alvin Hellerstein  (J), davanti al quale sono passate quasi tutte le  cause legali  concernenti l’11 Settembre. Il figlio di  Hellerstein ha fatto alyah in Israele, abita fra i coloni fanatici nei Territori Occupati, ed è l’avvocato che rappresenta la ICTS ( International Consultants on Targeted Security)  la ditta israeliana che gestisce la sorveglianza degli aeroporti,  fra cui quelli dove l’11 settembre sono passati i pretesi attentatori islamici.

ZIM Shipping:  grossa compagnia di navigazione cargo, per metà posseduta dallo Stato d’Israele, aveva    250 dipendenti, per sistemare i quali aveva preso in affitto l’intero sedicesimo piano e parte del 17mo  della Torre 1.  Il 4 settembre 2001,  la compagnia trasloca  con tutto  il personale in una nuova sede, a Norfolk Virginia; per risparmiare, aveva poi spiegato la ditta. I cospirazionisti han sostenuto che la ZIM in realtà aveva pagato  l’affitto della North Tower fino alla fine del 2001,  quindi non aveva  risparmiato nulla; torme di debunker si sono lanciati a smentire  questa circostanza, dicendo che i cospirazionisti se l’erano inventata.  Alla fine, questi hanno obbligato la New York Port Authority, in forza del Freedom of Information Act, ad  esibire il contratto d’affitto che la ZIM aveva   firmato: e così s’è scoperto   di peggio. Ossia che la ditta aveva  firmato nel 1996 un contratto decennale  d’affitto, che spirava nel  febbraio 2006.  Ossia  poteva stare lì altri quattro anni e mezzo. Invece   se ne va il 4 settembre 2001.  E la ZIM non aveva interrotto  il contratto, né aveva cercato di subaffittare quello spazio che abbandonava, quindi in teoria avrebbe dovuto continuare a pagare l’affitto fino al 2006; si stima,  sugli 8 milioni di dollari.  Per fortuna sua, la distruzione della Torre Nord l’ha liberata da quell’impegno. Una armatrice preveggente e fortunata.

Gli Israeliani Danzanti.  Il giorno 11 settembre, una cameriera segnò alla polizia  dei giovanotti che, sul tetto di un furgone parcheggiato al Liberty State Park di Jersey City, “esultavano”  ,  “saltavano su e giù di gioia”, e  si fotografavano a vicenda   con le Torri in fiamme sullo sfondo, facendo il gesto di “V”   con le dita. Fermati col loro furgone,  sono risultati israeliani, di nome Sivan e Paul KurzbergYaron Shmuel, Oded Ellner e Omer Marmari.  Lavoravano (illegalmente) per l’agenzia di traslochi Urban Moving Systems, a cui apparteneva il furgone;   al momento del fermo, hanno farfugliato scuse come “Non siamo noi i vostri nemici,  i vostri nemici sono anche  i nostri:  gli arabi”.  Naturalmente anche su questo evento si sono lanciati i “debunker” per cercre di farlo svanire, di dimostrare che è “un mito complottista”. Ma non è un mito  che il proprietario della Urban  Moving  System, di nome Dominik Suter, israeliano, appena quei suoi lavoranti (tutti ex militari israeliani) sono stati presi, è fuggito in Israele; e in gran fretta,  lasciando anche i computer accesi negli uffici; e ricercato dall’FBI, non è più tornato.

Israeliani danzanti, alla tv israeliana
Israeliani danzanti, alla tv israeliana

I cinque ragazzoni sono stati detenuti a lungo dal FBI. Poi sono stati espulsi per aver lavorato in Usa senza permesso, e quindi sottratti a ulteriori indagini, da Michael Chertoff, che il giorno 11 Settembre era il capo della divisione penale nel Dipartimento della Giustizia, e si trovava in New Jersey: qui avocò a sé tutte  le   prime  indagini  sull’attentato  e guidò le polizie (locale e  federale)  dove era opportuno.  Ne 2005 Chertoff  fu elevato  da Bush a ministro: capo del nuovo ministero della sicurezza interna, Department of Homeland Security. Michael Chertoff è figlio del rabbino Gherson Baruk, e di Livia Eisen, israeliana, hostess della compagnia di bandiera El Al, e divenuta  famosa a suo tempo per aver sventato un dirottamento aereo da parte di palestinesi.

Michael_Chertoff,_official_DHS_photo_portrait,_2007
Chertoff

Philip Zelikow (la cui identità J è negata da alcuni, sostenuta da altri)  è stato il capo del ‘transition team” di Bush jr.;  dopo il mega-attentato Bush l’ha nominato direttore esecutivo della Commissione senatoriale sull’11 Settembre: quella  dove sono le 28 pagine. In quella veste, è stato lui che ha deciso quali informazioni sulle indagini e d’intelligence passare ai senatori della Commissione, e quali non far loro vedere; anzi, secondo il giornalista Philip Shenon del New York Times, è stato lui, Zelikov, a scrivere, se non ampie parti del Rapporto della predetta Commissione, almeno la “scaletta” di esso, prima ancora che la Commissione si radunasse effettivamente.

Zelikow
Zelikow

Zelikov, che si è auto-definito “un esperto nella creazione e mantenimento di mitologie pubbliche”,  nel 1998 scrisse (con Ashton Carter, il ministro della Giustizia l’11 Settembre, e  l’ex capo della Cia nonché J John Deutsch) un articolo su Foreign Affairs, la rivista del Council on Foreign Relations, dal titolo: “Catastrophic Terrorim”, in cui speculava sulle conseguenze politiche di un attentato grosso come quello di Pearl Harbor, per esempio la distruzione del World Trade Center. Una vera profezia.

https://www.foreignaffairs.com/articles/united-states/1998-11-01/catastrophic-terrorism-tackling-new-danger

Nel 2004, Zelikow ha riconosciuto pubblicamente che le guerre ingaggiate nel mondo islamico dagli Usa non erano la risposta ad una minaccia contro gli Usa, ma “Per la sicurezza di Israele; una minaccia che non osa dire il suo nome, perché francamente gli europei non sono  molto preoccupati di questa minaccia, e quanto al governo americano, non la dichiara troppo, perché non è una causa popolare”.

http://www.vdare.com/articles/philip-zelikow-and-the-iraq-threat-that-dare-not-speak-its-name

Difficile essere più espliciti di così.

Chi vuole, può controllare  ciò che ho rapidamente riportato su “history commons”, sito collettivo che titanicamente raduna, in ordine cronologico, tutte le prove della versione ’non ufficiale”, con a fianco le fonti. Fatelo prima che scompaia.

http://www.historycommons.org/project.jsp?project=911_project.

 

Dal sito di Maurizio Blondet   (Blog da consultare solo per quello che riguarda la politica estera)

 

 

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