FESTIVAL EUROVISION, UN’ ALTRA FARSA MADE IN USA-NATO

Il festival appena terminato Eurovision si è concluso con l’ennesima ingerenza di forze straniere in terra europea anche in contesti non prettamente politici militari ed economici.

Quest’anno è stata palese la divergenza tra la preferenza popolare e e quella che ha permesso a Jamala di vincere, oltrecchè è stata messa in evidenza l’incognita del meccanismo della votazione all’interno del festival.

Il testo della canzone con cui Jamala ha vinto il festival parlava infatti della Crimea dei tempi di Stalin . Al festival sono proibiti i riferimenti politici, ma nonostante ciò oltre a non essere squalificata lo ha addirittura vinto grazie soprattutto alla giuria “internazionale” .Ripeto , nessuno conosce il meccanismo interno di votazione.

In realtà il pubblico che assisteva premiava ,con applausi e urla,  in maniera evidente il cantante russo Sergey Lazarev La sua nazionalità non gli ha permesso di vincere.

Le istituzioni europee, anche in campo artistico dimostrano la loro completa antidemocraticità.

Alcuni riferimenti di stampa:

“Se il verdetto della giuria è così molto diverso dal punto di vista del pubblico, chi in realtà sceglie la migliore canzone dell’Eurovision?” — si chiede il “Telegraph”.

“La discrepanza tra il voto popolare ed i giudici è troppo evidente e lampante, — scrive “Deutsche Wirtschafts Nachtichten”.

E’ sorprendente che la competizione canora sia stata vinta da una canzone che, in linea di principio, non avrebbe dovuto essere ammessa di partecipare al festival, sostiene “Die Welt”.

“E’ ovvio che l’Ucraina ha cercato un “colpo basso” contro la Russia tramite un riferimento sulla Crimea, ma il tentativo ha lasciato a desiderare. Il pubblicoha dato il maggior numero di voti al cantante russo Sergey Lazarev”, scrive il DieWelt.

“La reazione alla vittoria di Jamala è stata molto controversa”, riporta la BBC

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