L’italia è tra i primi obiettivi nucleari in caso di conflitto contro la Russia

basi-usa lista della spesa degli usa(e getta) in italia

Mentre i media occidentali recitano il mantra dettato dall’agenzia di comunicazione della nato che recita che i Russi sono dei provocatori, gli usa predispongono missili a testate nucleari ai confini Russi.

Gil italiani ,mentre si “imboccano” quelle falsità, ignorano intanto che l’ italia è tra i primi obiettivi in caso di attacco (molto probabile in caso di vittoria della clinton) nucleare perchè è da qui che partirebbero le testate nucleare americane… se avete figli fareste bene ad interessarvi meglio alla politica internazionale.

 

da http://parstoday.com/it/news/italia-i47407-usa_e_nato_in_italia_una_colonizzazione_militare:

“Il giornalista italiano Antonio Mazzeo in una recente intervista rilasciata a Sputnik Italia  ha reso noto che in Italia è in atto una colonizzazione militare. Sono più di 100 le basi NATO e degli Stati Uniti sul territorio italiano, aree dove gli americani fanno spesso e volentieri quello che vogliono. L’Italia è di fatto un deposito di armi straniere, comprese 90 bombe atomiche, un vero laboratorio di guerra NATO & USA.

La guerra fredda è lontana, ma l’attività della NATO e la sua presenza in Europa non fa che aumentare. L’Italia è un esempio emblematico, rappresenta una piattaforma di lancio ideale per gli Stati Uniti e le loro guerre, il tutto nel silenzio assoluto dei politici e dei mass media. Gli italiani non sanno che cosa accade all’interno delle basi militari americane sul suolo italiano, non si ha nemmeno la certezza del numero delle testate atomiche che si aggira fra le 60 e le 90 bombe.

In effetti gli americani trovano una grande libertà d’azione in Italia, che si può ormai chiamare “la terra delle basi USA”. È ora di chiedersi finalmente a che cosa servono le basi NATO e USA in Italia? Quali sono i rischi che corre l’Italia? Mazzei rispondendo a queste domande afferma:Formalmente abbiamo la possibilità di avere dei dati più o meno reali dalle richieste che fa il Dipartimento della Difesa al Congresso e al Senato per farsi autorizzare le spese per potenziamenti delle basi americane in Italia. Una volta che fanno queste richieste presentano delle schede riassuntive sulle basi, dove trovi delle informazioni sulle funzioni e il numero di addetti militari e civili presenti nelle basi. Si parla di oltre una decina di migliaia di addetti fra militari e civili. Qui bisogna aggiungervi le famiglie al seguito degli ufficiali e del personale militare.

In Italia viene regolamentata attraverso una serie di protocolli che di fatto consentono la presenza delle infrastrutture. Nei protocolli viene riassunto anche il tipo di funzione e il tipo di infrastrutture all’interno delle basi. Mi riferisco al complesso di basi a Vicenza, la base di Aviano, la base di Camp Darby fra Pisa e Livorno, la base di Sigonella, il comando di Napoli a Capodichino.

È un dato accertato che in questo momento in Italia nelle infrastrutture di Aviano e di Ghedi in provincia di Brescia sono presenti fra le 60 e le 90 testate nucleari. Fra l’altro queste testate sono in via di aggiornamento. C’è un grosso progetto statunitense di potenziamento.

Il fatto che  la presenza di bombe atomiche sul territorio italiano va in contrasto con quello che è il trattato di non proliferazione è già stato denunciato da numerosi costituzionalisti e politologi. Sicuramente la presenza di testate nucleari in territorio italiano viola la firma del Trattato internazionale di non proliferazione sottoscritto dal governo italiano.

Non si può nemmeno dire che sono delle testate statunitensi e possiamo dunque non sapere della loro presenza sul territorio italiano. È falso, perché le testate nucleari B61possono essere messe a disposizione anche dei cacciabombardieri italiani. In caso di crisi internazionali queste testate possono essere messe a disposizione dell’Aeronautica italiana. La violazione è palese da parte delle autorità italiane.

In Italia esistono basi USA e basi NATO e non detto che le basi americane siano sempre delle basi NATO. Vorrei citare l’esempio della base di Sigonella. Questa base ha un’area sotto il controllo unico degli Stati Uniti a tutti gli effetti, in particolare della Marina e dell’Aeronautica. Qui non c’è assolutamente la possibilità da parte delle autorità italiane di poter sapere delle operazioni militari che vengono eseguite.

La vicenda della famosa notte di Sigonella nel’85 quando si creò uno dei più grandi conflitti politico militari fra Italia e Stati Uniti ne è un esempio: si trattò di una vera e propria operazione di pirateria aerea quando obbligarono un aereo che trasportava un gruppo palestinese ad atterrare a Sigonella. Questa è la dimostrazione palese che gli americani in un pezzo di territorio hanno la possibilità di fare quello che vogliono.

Sempre a Sigonella c’è un’area a tutti gli effetti NATO, il comando è condiviso in sede atlantica. All’interno di questa base c’è anche un’area italiana, dov’è prevista la presenza del 41-simo stormo dell’Aeronautica militare che è sotto comando dell’Aeronautica stessa. La situazione quindi è molto più complessa della divisione fra basi USA e basi NATO, perché ci sono delle basi italiane che vengono messe a disposizione di volta in volta delle forze aeree statunitensi.

Ci sono in Italia anche strutture civili, dove però di volta in volta vi è autorizzato il dislocamento di aerei o NATO o delle forze armate statunitensi. Molte delle basi italiane vengono messe a disposizione anche di forze armate di Paesi che non sono all’interno dell’Alleanza Atlantica.”

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